Taglio dei parlamentari, le Camere sono indietro con i correttivi richiesti

A partire dalla prossima legislatura, il numero dei parlamentari scenderà da 945 a 600: il numero dei deputati passerà da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. Il taglio è stato voluto dal M5S e votato dagli italiani a seguito di un referendum svoltosi nel settembre 2020. Nonostante siano passati due anni, mancano ancora i correttivi (tra cui anche la riforma dei regolamenti) finalizzati a bilanciare e riorganizzare gli equilibri interni al Parlamento.

I correttivi richiesti e a che punto sono

L’allora maggioranza giallorossa aveva indicato quattro necessari correttivi: la riforma dei regolamenti, l’abbassamento della soglia d’età per il voto al Senato a 18 anni,  superamento della base regionale per l’elezione di palazzo Madama a favore di quella circoscrizionale, la riduzione da 3 a 2 delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Ad oggi, l’unico punto che è stato portato a termine è il Disegno di legge proposto dall’On. Brescia (M5S) che prevede la modifica all’articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l’elezione del Senato della Repubblica. La legge costituzionale n. 1 del 2021, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 20 ottobre 2021, allinea l’elettorato attivo dei due rami del Parlamento prevedendo l’introduzione del diritto di voto ai diciottenni per l’elezione dei senatori.

Da poco è stata superata la prima deliberazione alla Camera della  proposta di legge  costituzionale Fornaro ed altri in merito alle “Modifiche agli articoli 57 e 83 della Costituzione, in materia di base territoriale per l’elezione del Senato della Repubblica e di riduzione del numero dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica”. La proposta di legge è stata emendata durante l’iter in Commissione Affari Costituzionali.

Inoltre, si è provveduto ad adeguare l’algoritmo del sistema elettorale al nuovo riparto derivante dal rinnovato assetto costituzionale.

Regolamenti delle Camere

Sia la Camera che il Senato hanno un proprio regolamento interno che regola l’organizzazione e il funzionamento.

I partiti hanno avanzato delle proposte per aggiornare i regolamenti e per evitare di arrivare in ritardo in vista della nuova legislatura. Le Giunte per i regolamenti hanno esaminato le relative proposte, ma ancora non sono state approvate definitivamente.

La Camera è indietro nel lavori. L’ultima volta che si è riunita la Giunta per il regolamento della Camera è stato lo scorso 27 aprile,  quasi tre mesi fa.

La situazione del Senato è differente: il 12 e 23 luglio si è riunita la Giunta per i regolamenti per terminare  l’esame degli emendamenti alla proposta di modifica del regolamento. Manca il voto finale dell’aula, ma la data non è stata ancora calendarizzata.

 

 

Fonti

Taglio dei Parlamentari, a che punto siamo con i correttivi del Referendum di Fb Associati

https://www.pagellapolitica.it/articoli/regolamenti-parlamento-ritardo

 

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