in Ambiente

Taranto, ci sono voluti 14 anni per costruire il primo parco eolico marino del Mediterraneo

Dopo 14 anni di ritardi e ostracismi istituzionali,  finalmente a Taranto è stato inaugurato  Beleolico, il primo parco eolico marino in Italia e nel Mediterraneo.
Il progetto fu presentato nel 2008 ed ebbe la contrarietà degli enti locali e il parere negativo della Sovrintendenza per un incomprensibile impatto visivo, considerando la presenza delle ciminiere dell’ex Ilva, della raffineria Eni, del cementificio e delle gru del porto industriale.

Il parco Beleolico

Beleolico è un’infrastruttura che sfrutta il vento del mare per produrre energia.
Il parco presenta 10 turbine per una capacità complessiva di 30 Mw in grado di assicurare una produzione di oltre 58 mila MWh, pari al fabbisogno annuo di 60mila persone residenti nella città. In termini ambientali vuol dire che, nell’arco dei 25 anni di vita prevista per l’impianto, ci sarà un risparmio di circa 730mila tonnellate di CO2

Ritardi per eccesso di burocrazia e non solo 

Come scrive Legambiente, il caso di Taranto che ha atteso 14 anni per avere un parco eolico, è solo la punta dell’iceberg. In Italia sono tanti i progetti bloccati per eccessiva burocrazia, no delle amministrazioni locali, pareri negativi delle Sovrintendenze, moratorie delle Regioni, proteste dei comitati locali e di alcune associazioni ambientaliste.

Per questi motivi, Legambiente, in occasione dell’inagurazione, ha organizzato un flash mob con lo striscione “Scusate il ritardo” per lanciare un doppio appello al governo. Il primo è rivolto al Premier Mario Draghi affinchè vari al più presto un decreto sblocca rinnovabili, per velocizzare lo sviluppo delle fonti pulite e degli investimenti in accumuli, pompaggi e reti.
Per Legambiente questa sarebbe la risposta più efficace all’attuale crisi energetica, ma anche un contributo concreto per produrre il 100% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2035 come sta decidendo di fare la Germania. Il secondo appello è indirizzato al ministro della Cultura Dario Franceschini affinché indirizzi le sovrintendenze, inclusa quella speciale sul Pnrr, a non ostacolare più la transizione ecologica.

 

Immagine di copertina: Legambiente Puglia.