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Il Trattato che mette al bando le armi nucleari entra in vigore. L’Italia è fuori.

Il 24 ottobre 2020, l’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), ha annunciato la messa al bando delle armi nucleari.
Il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW)  ha raggiunto le 50 ratifiche grazie all’Honduras ed è entrato in vigore il 22 gennaio 2021. 

Il Trattato

Il Trattato, adottato dalla conferenza delle Nazioni Unite il 7 luglio 2017, è il primo accordo legalmente vincolante. Vieta agli Stati aderenti lo sviluppo, i test, la produzione, l’immagazzinamento, il trasferimento, l’uso e la minaccia delle armi nucleari.

Le Nazioni che possiedono gli armamenti nucleari e aderiscono al trattato hanno l’obbligo di rimuoverli entro una data limite stabilita. Inoltre,  i Paesi sono vincolati a  fornire assistenza a coloro che hanno subito delle conseguenze dell’uso e dei test degli armamenti nucleari, prendendo misure utili per risanare i territori contaminati.

L’Italia non ha firmato il trattato 

Le potenze nucleari non hanno firmato il trattato. L’Italia che è uno dei cinque stati europei che ospita le testate nucleari statunitensi nell’ambito degli accordi NATO, non ha partecipato ai negoziati e non ha firmato il Trattato.  Attualmente nel nostro Paese  ci sono circa 40 bombe nucleari B61 presso la basi aeree di Aviano e di Ghedi. 

Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo nel 2016 hanno lanciato la mobilitazione “Italia, ripensaci“, per chiedere al nostro Paese di partecipare attivamente al percorso di costruzione del Trattato.

Secondo la rilevazione statistica di YouGov, l’87% degli italiani è favorevole alla firma e ratifica del Trattato. Mentre il 74% vuole che le armi nucleari statunitensi vengano rimosse dal territorio italiano.

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