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Il Trattato che mette al bando le armi nucleari entra in vigore. L’Italia è fuori.

[Articolo aggiornato]

Il 24 ottobre 2020, l’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), la campagna che ha vinto il Premio Nobel nel 2017 per aver dato un importante contributo al  Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), ha annunciato la messa al bando delle armi nucleari.
Il Trattato ha raggiunto le 50 ratifiche grazie all’Honduras ed è entrato in vigore il 22 gennaio 2021. 

Il Trattato

Il Trattato, adottato dalla conferenza delle Nazioni Unite il 7 luglio 2017, è il primo accordo legalmente vincolante che vieta agli Stati aderenti lo sviluppo, i test, la produzione, l’immagazzinamento, il trasferimento, l’uso e la minaccia delle armi nucleari.

Le Nazioni che possiedono gli armamenti nucleari e aderiscono al trattato hanno l’obbligo di rimuoverli entro una data limite stabilita. Inoltre,  i Paesi sono vincolati a  fornire assistenza a coloro che hanno subito delle conseguenze dell’uso e dei test degli armamenti nucleari, prendendo misure utili per risanare i territori contaminati.

La soddisfazione della Croce Rossa attraverso le parole del suo Presidente (24 ottobre) 

Ci sono più di 13.000 bombe nucleari nel mondo, migliaia delle quali sono pronte ad essere sganciate. Il potere di molte di quelle testate è decine di volte superiore a quello del tipo lanciato su Nagasaki e Hiroshima. L’orrore di una detonazione nucleare può sembrare un qualcosa di lontano.
Tuttavia, oggi più che mai, il rischio di un loro utilizzo è elevato. Le conseguenze, oltre alla perdita di un numero sconcertante di vite umane, sarebbero devastanti: malattie da radiazioni, declino della produzione alimentare, distruzione e contaminazione su scala mondiale.
Risulterebbe insufficiente qualsiasi tipo di risposta umanitaria.
Nessuna nazione è pronta ad affrontare uno scontro nucleare, né dovrebbe mai esserlo.
Oggi festeggiamo un momento molto importante, in un anno difficile e che rappresenta la possibilità concreta di una nuova era per l’umanità. Auspico che si giunga al più presto ad un’adesione universale del Trattato”, lo ha dichiarato Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC).

L’Italia non ha firmato il trattato 

Le potenze nucleari non hanno firmato il trattato. Anche l’Italia che è uno dei cinque stati europei che ospita le testate nucleari statunitensi nell’ambito degli accordi NATO, non ha partecipato ai negoziati e non ha firmato il Trattato.  Attualmente nel nostro Paese  ci sono circa 40 bombe nucleari B61 presso la basi aeree di Aviano e di Ghedi. 

Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo nel 2016 hanno lanciato la mobilitazione “Italia, ripensaci“, per chiedere al nostro Paese di partecipare attivamente al percorso di costruzione del Trattato.

Secondo la rilevazione statistica di YouGov, l’87% degli italiani è favorevole alla firma e ratifica del Trattato. Mentre il 74% vuole che le armi nucleari statunitensi vengano rimosse dal territorio italiano.