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Turchia, la procura vuole sciogliere uno dei principali movimenti femministi

La procura di Instanbul ha avviato una causa per chiudere “We Will Stop Femicide Platform”, una delle pricipali associazioni  per i diritti delle donne della Turchia. L’accusa è quello di agire contro la legge e la moralità. Secondo i pubblici ministeri il gruppo vorrebbe “disintegrare la struttura familiare col pretesto di difendere i diritti delle donne”. Le attiviste invece ritengono infondate e illegittime le accuse. Si tratta di un atto intimidatorio, parte della strategia politica di repressione del dissenso, portata avanti da Recep Tayyip Erdoğan, in vista delle elezioni presidenziali del 2023.

Kadin Cinayetlerini Durduracagiz Platformu (KCDP)

Il movimento che all’estero è chiamato “We Will Stop Femicide”, è nato nel 2010 in seguito al femminicidio di una ragazza di 17 anni. Oggi vanta circa 750 membri attivi, fornisce sostegno legale alle vittime di violenza domestica e raccoglie i dati sui femminicidi del Paese.

Nel 2021 il movimento si è opposto all’uscita della Turchia dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. 

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Dati sui femminicidi in Turchia 

Secondo il movimento nel 202,  in Turchia sono state uccise 280 donne, molti di questi omicidi sono domestici. Nei primi tre mesi del 2022 le vittime femminili sono già 72. 

A marzo, Erdogan ha inviato al Parlamento una proposta di legge contro la violenza di genere, ma è stata fortemente criticata dai movimento femministi perchè considerata insufficiente e inefficace.