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Twitter rimuove l’account di Trump, ma la rete si divide

Tra venerdì e sabato 9 gennaio Twitter ha rimosso permanentemente l’account del presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Dopo il blocco di  12 ore, Trump ha nuovamente violato le norme con altri due tweet:

The 75,000,000 great American Patriots who voted for me, AMERICA FIRST, and MAKE AMERICA GREAT AGAIN, will have a GIANT VOICE long into the future. They will not be disrespected or treated unfairly in any way, shape or form!!!”

“To all of those who have asked, I will not be going to the Inauguration on January 20th.”

Dopo un’attenta analisi, Twitter ha ritenuto che questi messaggi possono ispirare altri a replicare gli atti violenti criminali  come quelli avvenuti lo scorso 6 gennaio a Capitol Hill.

Non solo, nella nota stampa si legge che sul social sono già proliferati piani per future proteste armate, inclusa la proposta del secondo attacco al Congresso il 17 gennaio.

Non si è fatta attendere la nota stampa di Trump che, rivolgendosi ai suoi sostenitori, ha dichiarato: ” Nel sospendere il mio account vogliono mettermi a tacere, vogliono mettere a tacere i 75 milioni di grandi patrioti che hanno votato per me“. Poi annuncia: “ Non ci metteranno a tacere. Stiamo trattando con altri siti e nel frattempo stiamo valutando la possibilità costruire una nostra piattaforma“.

Per il figlio Donald Trump Jr si tratta di un attacco alla libertà di parola ed ha invitato a iscriversi al suo sito web, perchè nel caso venga bannato anche lui, la gente saprà dove ascoltarlo.

A favore di Trump si è schierato anche il senatore repubblicano Rick Scott che ha dichiarato: ” Twitter ha sospeso il presidente Trump, ma consente ai cinesi di vantarsi del genocidio e all’ayatollah di parlare sulla possibilità di spazzare via Israele dalle cartine geografiche“.

Oltre a Twitter, qualche giorno fa, anche il fondatore di Facebook ha annunciato la sospensione temporanea degli account (compreso Instagram) di Trump. La decisione è arrivata dopo l’attacco al Congresso il 6 gennaio.

The shocking events of the last 24 hours clearly demonstrate that President Donald Trump intends to use his remaining…

Pubblicato da Mark Zuckerberg su Giovedì 7 gennaio 2021

Gli esperti si dividono sulla decisione di Twitter

La rete come gli esperti sono divisi sulle decisioni dei social media.  Secondo il Presidente della Digital Trasformation Institute, Stefano Epifani, oscurare non è una buona notizia, nè un bel segnale per la democrazia in rete.

L’ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta, perplesso, ha commentato la decisione di Twitter: ” Premetto che penso tutto il male possibile di Trump. Però la decisione, quella definitiva, di Twitter, lascia aperti molti, troppi interrogativi“.

Molto interessante e approfondito è il post di Valigia Blu di Arianna Ciccone dove si è chiesta  perchè un cittadino “normale” che incita all’odio e alla violenza  viene bloccato sui social e nessuno si straccia le vesti per la libertà, mentre se succede a un presidente degli Stati Uniti, si grida alla delegittimazione degli istituti democratici.

Per Emily Bell, professoressa presso il Columbia, la sospensione degli account è il primo passo per  implementare una politica basata sul fatto che le persone potenti hanno più bisogno di restrizioni e di controllo da parte delle piattaforme.

Secondo il giornalista Beppe Severgnini, Twitter ha fatto bene a sospendere l’account di Donald Trump: ” Se un Presidente si comporta da troll, va trattato come un troll. Ripetere bugie pericolose (“Ho vinto le elezioni”, etc) e invitare all’insurrezione? Non è libertà di opinione: è una follia.”

Immagine di copertina: pixabay.com