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Ue, cosa prevede l’accordo sul salario minimo

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto l’accordo sul progetto di direttiva sul salario minimo. “La nuova legge- così è scritto nella nota del Consiglio europeo- una volta adottata definitivamente, promuoverà l’adeguatezza dei salari minimi legali e contribuirà così a raggiungere condizioni di lavoro e di vita dignitose per i dipendenti europei.”

Il testo dovrà essere approvato  dalla commissione per l’occupazione e gli affari sociali, seguito dalla Plenaria del Parlamento e poi sarà ratificato dal Consiglio Ue.

L’accordo raggiunto

La direttiva non imporrà ai Paesi di introdurre il salario minimo, ma stabilirà criteri e procedure per garantire ai lavoratori un tenore di vita dignitoso.

Gli Stati membri con salari minimi legali sono tenuti a mettere in atto un quadro procedurale per fissare e aggiornarli secondo una serie di criteri chiari.
Gli aggiornamenti dei salari minimi legali avverranno almeno ogni due anni (o al massimo ogni quattro anni per quei paesi che utilizzano un meccanismo di indicizzazione automatica).

Le parti sociali dovranno essere coinvolte nelle procedure di definizione e aggiornamento dei salari minimi legali. Inoltre, si è convenuto che i paesi dell’UE dovranno rafforzare la contrattazione collettiva settoriale e intersettoriale come fattore essenziale per proteggere i lavoratori fornendo loro un salario minimo

Il sistema di controllo

Il testo introduce l’obbligo per i paesi dell’UE di istituire un sistema monitoraggio, controlli e ispezioni, per garantire la conformità e contrastare i subappalti abusivi, il lavoro autonomo fittizio, gli straordinari non registrati o l’aumento dell’intensità di lavoro.

Le autorità nazionali quindi  dovranno garantire il diritto al ricorso per i lavoratori i cui diritti sono stati violati. Le autorità devono inoltre adottare le misure necessarie a tutela dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali.

21 Paesi europei su 27 hanno il salario minimo

Nell’UE, 21 paesi su 27 hanno un salario minimo legale , mentre negli altri sei (Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Italia e Svezia) i livelli salariali sono determinati attraverso la contrattazione collettiva.

Non imporremo un salario minimo all’Italia, non è questo il punto. Sono molto fiducioso che alla fine il governo italiano e le parti sociali raggiungeranno un buon accordo per rafforzare la contrattazione collettiva, soprattutto per coloro che non sono ben tutelati, e alla fine arriveranno alla conclusione che potrebbe essere importante introdurre il sistema salariale minimo in Italia. Ma spetta al governo italiano e alle parti sociali farlo“, ha dichiarato il commissario Ue al Lavoro, Nicolas Schmit.

L’Europa si presenta con una buona notizia ai lavori dell’OCSE a Parigi. L’ok alla direttiva sul salario minimo apre una prospettiva per contrastare il lavoro povero e per dare a tutti i lavoratori un salario dignitoso. L’Italia si è battuta per questo importante risultato che estende tutele e diritti ai lavoratori europei. Un passo importante per concretizzare l’Europa sociale e del lavoro.” ha dichiarato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

 

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