Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

Xylella, il colposo abbandono della Piana degli Olivi Monumentali

Intervista a Carmela Riccardi, attivista del Libero Comitato anti-Xylella, architetto e imprenditrice dell’azienda Agricola Olère di Ostuni.

Carmela, da attivista e imprenditrice ci parli dell’importanza della Piana degli Olivi Monumentali?

La Piana degli Olivi Monumentali è patrimonio dell’umanità. Si tratta di uno dei paesaggi rurali più antichi del mondo dove c’è un’alta concentrazione di alberi millenari. Questa zona, detta anche “la piana degli ulivi”, è delimitata dai comuni di Ostuni, Fasano, Monopoli e Carovigno. E non dimentichiamoci che l’olivo è presente nel logo della Regione Puglia, come elemento identitario dei nostri territori. 

Qual è la situazione attuale del sito?

La Piana degli Olivi Monumentali ad oggi risulta essere un’area infettata e sembra essere del tutto abbandonata dal Piano regionale che non prevede ne monitoraggi e ne eradicazioni di olivi infetti. Eppure nella Piana ci sono maestosi secoli perfettamente sani che meriterebbero attenzione con i monitoraggi che non sono obbligatori.

Ad aprile è stato approvato il piano di Azione Regionale per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa, cosa non vi convince come associazione?

Non capiamo come il Piano di azione regionale di contrasto alla Xylella intenda salvaguardare la Piana degli Olivi. In molti, comprese le associazioni di categoria hanno iniziato la promozione della campagna per le lavorazioni obbligatorie utili a contrastare il vettore ( sputacchina) che devono essere effettuate dal 10 aprile al 10 maggio su tutto il territorio Pugliese, dalle aree indenni alle aree infette. Giusto. Ma il problema annuale è, come al solito, occuparsi di chi non vuole o non può fare queste lavorazioni, ed abbiamo visto come in passato che non bastano le multe che, peraltro riguarderebbero anche gli enti pubblici e non solo i privati.
Quindi l’ampliamento delle aree infette è una decisione che comporterà gravi conseguenze sul territorio pugliese da Monopoli, Fasano e Ostuni.
Come è già stato detto, la Piana degli Olivi risulta infetta e abbandonata dal Piano di azione regionale in quanto non prevede ne monitoraggi e ne eradicazioni. A seguito dell’adozione del regolamento comunitario 1201/20 l’area infetta inizia da Monopoli e scende fino al Capo di Leuca. I monitoraggi saranno solamente garantiti in area cuscinetto, in area contenimento ed in area indenne.
“Forse” a novembre sono previsti dei monitoraggi nella Piana dei monumentali, ma solo su piante infette precedentemente riscontrate. E qui i dubbi che sorgono sono tanti:

  1. se ci sono piante infette perché sono ancora lì e non sono state tolte?
  2. la Regione, in questa area già infetta, eserciterà poteri coattivi per l’abbattimento delle eventuali , altre, piante infette ?
  3. un proprietario che, in area infetta della Piana, nota delle piante sintomatiche le deve o non le deve segnalare al Servizio Fitosanitario regionale ?
  4. quando si parla di monitoraggi da effettuarsi da novembre nella Piana, la si intende da Monopoli fino a Serranova di Carovigno, cioè l’area con cui la stessa Regione, a suo tempo, ne ha delimitato i confini geografici? O fin dove?

Ma leggendo più nel dettaglio sorgono altri dubbi di carattere tecnico:  a ridosso dei confini dell’area cuscinetto/indenne e contenimento/ infetta sono previste due fasce di 400m con monitoraggio rafforzato. Non si capisce quale siano le motivazioni oggettive di questo rafforzamento. Saranno presi più campioni per maglia sicuramente; ma quale significato può avere una tale azione in un territorio con una rappresentanza olivicola scarsa sia come numero di alberi sia come importanza storica e paesaggistica. Oppure il ciliegio fa un passo avanti in termini di importanza ?
Per quanto riguarda le multe per chi non si attiene agli obblighi come si intende gestirli ? A campione? Oppure stabilire a priori un congruo numero di fogli di mappa sorteggiati a caso su cui fare campioni a tappeto in tutti i comuni della Puglia nessuno escluso. Così magari qualche amministrazione comunale possa essere sanzionata.
Speriamo che a queste domande e riflessioni ci possa essere un riscontro con l’Assessore Donato Pentassuglia, con tutte le Associazioni di categoria e con quanti riterranno utile un confronto.

Qualche giorno fa, avete tolto l’insegna dal vostro presidio informativo perchè lo avete fatto?

Togliere l’insegna aveva una duplice motivazione dichiarare a tutti che il nostro volontariato senza le Istituzioni e gli enti locali non basta e dichiarare tutta la nostra
solitudine e impotenza nel fare in pochissimi una battaglia contro l’avanzata della
Xylella.

Il problema della Xylella non riguarda solo l’agricoltura, ma anche il turismo, l’artigianato  e il commercio. In veste di imprenditrice quale impatto ha avuto la Xylella sulle vostre attività? E come state reagendo come imprese del territorio? 

Vivevamo già in un mondo molto precario e fluido in cui i governi soccombono al “mercato” ed alla globalizzazione, ora nel nostro caso i governi soccombono anche alla Xylella mentre stanno tentando di gestire un’altra pandemia. Con questo carico di epidemie e pandemie ed in assenza di Piani per il futuro le rispondo che allo stato attuale oltre alcuni investimenti per la nostra azienda già previsti, siamo bloccati ed è difficile pensare al futuro.
Certo siamo una piccola Azienda nata ai tempi della Xylella e del coronavirus ma in questo divario generalizzato tra le piccole e le grandi aziende e senza guide istituzionali è difficile prendere decisioni.

Cosa chiedete alle istituzioni regionali, nazionali ed europee?

La Xylella avanza 20 Km all’anno e le misure di contenimento sia nel personale coinvolto sia nelle stesse azioni sino ad oggi attuate non sono per nulla adeguate.
Infatti la Xylella avanza. Abbiamo chiesto il monitoraggio anche dell’ormai estesa zona infetta che comprende l’intera Piana degli olivi monumentali, personale adeguato, informazione istituzionale su tutto il territorio, controllo delle azioni di contrasto e da anni chiediamo investimenti importanti per salvare la Piana degli Olivi Monumentali e chiediamo anche da oramai due anni che si predisponga con urgenza un Piano Strategico di rigenerazione agraria colpita dei territori colpiti da Xylella e di quelli che stanno per esserlo.

Da architetto paesaggistica faccio due proposte: la progettazione di cupole geodetiche con atmosfere e terreni controllati per salvare singoli esemplari di olivi monumentali o gruppi monumentali;  progetti di Landart per recuperare le “carcasse” dei nostro olivi secolari.

 

Immagine di copertina: Libero Comitato anti Xylella