in politica

Yvan Sagnet, l’attivista per i diritti dei migranti in agricoltura

Yvan Sagnet, nasce in Camerun nel 1985 e si trasferisce in Italia per motivi di studio nel 2008. Per pagarsi gli studi nel 2011 inizia a raccogliere i pomodori presso la masseria a Boncuri a Nardò (Lecce).
In quell’occasione scopre il mondo del caporalato e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura.
Diventa portavoce dei braccianti e nel contempo organizza uno sciopero per denunciare le condizioni inumane dei lavoratori nei campi e i soprusi dei caporali.
Dalla rivolta iniziano le indagini e si avviano il processo SABR ( l’abbreviazione di uno dei principali imputati) e l’iter legislativo che ha prodotto la prima legge sul caporalato e il primo processo in Europa sulla riduzione in schiavitù, dove furono condannati dodici imprenditori.
Successivamente, Sagnet è diventato sindacalista della CGIL.

In questi anni ha fondato insieme agli altri soci, l’associazione NoCap, un progetto che fornisce strumenti a coloro che vengono sfruttati e  i prodotti con il bollino etico.

https://www.facebook.com/NOCaporali/posts/2561544654114591

 

Grazie alle sue battaglie per i diritti dei migranti in agricoltura, nel 2017 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana da Sergio Mattarella.

Nel 2019 è stato protagonista del film “Il Nuovo Vangelo” del regista Milo Rau. Si tratta di un progetto che unisce la fede, l’attualità, il teatro, la politica e la denuncia dell’immigrazione, del caporalato, del capitalismo sfrenato, dello sfruttamento il lavoro nero del Sud del Bel Paese.

Il 9 settembre 2020 è diventato cittadino onorario della città di Lecce. L’unica nota stonata purtroppo riguarda i consiglieri di centro-destra che hanno preferito abbandonare l’aula al momento del voto, dopo che si erano già dichiarati contrari in commissione.
Per il sindaco Carlo Salvemini l’assenza dei consiglieri di centro-destra è un segno di una preoccupante scelta di campo sui valori della dignità e del rispetto dei lavoratori, indipendentemente dalla provenienza.

 

Photo credits: pagina facebook Yvan Sagnet